Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata
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martedì 15 maggio 2018

Chi ha paura e chi no


Il mio unico lettore l’altro giorno si è lamentato.

Dice che le cose succedono, e questo blog tace.

Ha ragione; per quanto possa essere poco significativa l’attività di questo blog, essa è ferma, mentre il suo autore si infiamma tutti i giorni a discutere della cronaca minuta sui social networks.

Perché dunque, il blog tace su qualche cosa che evidentemente accende il mio interesse?

Io credo per non sporcare il blog.

Quello che sta succedendo in Italia è grottesco. E in fondo non è nemmeno importante. Io ho cercato, non sempre riuscendovi, di parlare di cose che ritenevo più grandi delle meschinità del sottobosco della politica. Diciamo il contrario di Dagospia (anche dal punto di vista dell’”audience”…). E quello che sta succedendo adesso è roba di bassa lega.

Negli scorsi mesi ho cercato di capire perché le persone si comportino in un certo modo. Chi avesse voglia di rileggersi i post degli ultimi due anni troverà che spesso mi sono chiesto queste cose, trovando anche qualche spiegazione. Sempre alla ricerca di una teoria generale, ma tenendo conto dei dati sperimentali, da uomo di scienza quale vorrei essere.

In tutto questo, l’informazione, la cronaca, sono solo rumore, che impedisce di sentire, coprendolo, il suono della storia. Vanno scartati.

Questo vuole dire che io abbia la presunzione di capire l’uomo? Non direi. Ma almeno cerco di arrivare a comprendere qualche meccanismo profondo e importante e collegarlo ai suoi effetti, invece di incazzarmi ogni volta che una persona spregevole e dannosa viene eletta dai suoi concittadini.

Iniziamo con il dire che molti timori della classe media e medio-povera dei paesi sviluppati sono fondati.

Hanno paura di perdere quello che hanno ottenuto, in termini di benessere e diritti. Hanno paura di perderli a favore degli stranieri. E in parte è vero. Sta già accadendo. Nel mondo, la ricchezza dell’occidente si è per secoli appoggiata sulla povertà degli altri. Adesso gli altri, affrancatisi politicamente, conquistato il diritto sacrosanto di competere con noi. Vogliono la loro fetta di torta. Questo fenomeno di riavvicinamento, di superamento della dicotomia Nordovest ricco – resto del mondo povero, infatti è in parte già avvenuto, continuerà e nulla lo arresterà. Si tratterà soprattutto di controllare il fenomeno e impedire che si porti via diritti e civiltà.

In parte però, in buona parte, il benessere viene eroso dall’alto. Dalla classe dominante dei paesi ricchi. Che in questi anni, diciamo dal Reaganismo-Thatcherismo in avanti, ha spolpato le sue classi medie per diventare sempre più ricca e potente, dato che il mercato esterno non gli bastava più. Ecco, i cittadini dell’occidente ricco non si sono accorti di questo fenomeno. Anzi, la classe dominante ha manovrato per concentrare l’attenzione sugli altri, i paesi e le persone del resto del mondo, che richiedono la loro parte. E non lo fanno per chissà quale grande complotto mondiale dei ricchi. Si tratta della semplice sommatoria delle piccole, cieche ingordigie di ognuno.

Quindi la preoccupazione della gente è fondata. Ma questo è il punto in cui vengono fregati.

Molti approfittatori e parassiti hanno capito che le reazioni delle persone sono più controllabili se hanno paura. Si tratta di un puro processo neurologico. Quando il cervello percepisce una condizione di pericolo, il controllo delle decisioni viene preso dal cervelletto, la parte più antica dell’organo, quella che condividiamo con gli altri mammiferi meno “intelligenti”. E’ quella predisposta a prendere le decisioni istintive basate su pochi principi molto semplici. La paura è il principale, legata all’istinto di sopravvivenza. Quando comanda il cervelletto, la corteccia cerebrale, dove si formano i nostri pensieri più avanzati, i ragionamenti più complessi, è tagliata fuori. Torniamo animali.

Quindi bisogna instillare la paura. Chi ha paura acquisterà i beni che la fanno passare. Comprerà i giornali e seguirà i canali televisivi che confortano i suoi pregiudizi. Voterà chi grida più forte e indica l’oggetto delle paure. Indica il nemico.

Naturalmente il nemico deve essere qualcuno di alieno. Di diverso da noi. Se ha caratteristiche fisiche diverse, meglio. E’ più identificabile. La paura ci si attacca come un’etichetta.

Il cervello, la corteccia cerebrale, ci dice: dovresti avere paura di chi ti sta impoverendo. Chi è già molto ricco, le grandi aziende multinazionali per esempio, i grandi investitori, così grossi da controllare le banche e la politica degli stati.  Dovresti avere paura degli stati non democratici, che mirano al potere e alla ricchezza con mezzi non leciti. Ma il cervelletto non ascolta, perché ha paura. E sbaglia la mira: se la prende con i poveracci, perché sono diversi, se la prende con chi spiega il problema, la scienza, perché non la capisce, se la prende con gli enti internazionali, come la UE, perché sono complessi.

La paura è contagiosa. Hanno paura i ricchi, hanno paura i poveri. In ogni caso, vince la parte animale.

Oggi siamo divisi tra chi ha paura e chi non cel’ha. E solo chi non cel’ha pensa liberamente.

Come si sconfigge la paura? Come si torna liberi?

mercoledì 12 febbraio 2014

Medioevo e Liberta'!


Il medioevo si chiama così per un motivo preciso.

Si intende che esso si posiziona tra due periodi in cui la civilizzazione umana ha raggiunto un picco, ovvero l’epoca dell’Impero Romano, e l’epoca Moderna, che appunto chiude il Medioevo con il Rinascimento. In mezzo c’é la lunga notte del Medioevo.

Una delle principali caratteristiche del Medioevo é la sua dimensione molto locale. Si sbriciolano le grandi strade romane che hanno collegato l’Impero, sotto l’incuria dei barbari. Bruciano i libri dell’antichitá per scaldare povere famiglie di analfabeti. Spariscono le spezie e le merci esotiche, i mercanti non battono più le piste diventate troppo pericolose. Si ferma lo sviluppo tecnologico. Si vive peggio e si muore prima. I regni sono piccoli e spesso di breve durata,e quelli grandi si estendono sul niente.

In questo isolamento soffocante l’Europa sopravvive per un millennio. Graffiata dai saraceni a Sud, da popolazioni nomadi a Nord, debilitata da epidemie e carestie, ci si mette pure il clima, con una mini-era glaciale medioevale che si porta via un po’ di gente con influenze di vario tipo e raccolti perduti.

Forse non é corretto pretendere troppo dalle similitudini storiche, ma molte cose che vedo succedere in questi anni sembrano preludere a qualcosa di simile al medioevo, prima tra tutte la tendenza all’isolamento.

Il referendum svizzero di questi giorni, che spinge a limitare la libera circolazione delle persone, é solo l’ultimo di tanti casi recenti che mostrano un mondo e un’Europa che si chiudono, e si impoveriscono. Nello stesso periodo abbiamo visto paesi dividersi in certi casi in modo pacifico (Cecoslovacchia) in altri casi violentemente (Yugoslavia). Altri che vorrebbero separarsi (Le Fiandre in Belgio, la Cataluña, adesso la Scozia, e i nostri leghisti) senza un vero motivo se non la volontá di qualche leader politico senza scrupoli di trovare una spinta per raggiungere il potere. E intanto il medio oriente brucia, fuori controllo. Iran e Sauditi finanziano guerre che nemmeno loro possono più controllare, nessuno può, nemmeno l’America che ha iniziato la catastrofe, con la criminale invasione dell’Iraq.

Cui prodest? C’é chi lucra sulla paura, c’é sempre stato. Quando la gente ha paura é più controllabile. Le sue reazioni sono scontate, possono essere pilotate. E se si forniscono capri espiatori facili da vedere, si può fare praticamente ciò che si vuole. L’abbiamo visto tante volte nella storia, eppure non abbiamo imparato, e ancora oggi ci sono persone che ottengono il potere e la ricchezza con questi metodi, spingendo la gente a odiare e ad avere paura di ciò che é nuovo e differente. Oggi, i partiti populisti, di destra e xenofobi, che alzano la testa in molti paesi europei, utilizzano questa tecnica. Il loro solo scopo é il successo elettorale. Non hanno un progetto, se non il perpetuare il proprio potere. C’é chi dice “fanno tutti così!” Non é vero, fanno così solo coloro che sono disposti a tornare al Medioevo pur di essere quelli che comandano. No, non sono tutti così. Non siamo tutti così.

Cui prodest? Perché hanno successo costoro? Perché un’Europa divisa, spezzata e spaventata fa comodo anche ai grandi poteri economici. I soliti. L’industria pesante. Big Pharma. I fondi di investimento. Le corporations. Temono l’Europa Unita, che ne può limitare le mire, li può obbligare a pagare quattro soldi di tasse e a rispettare i lavoratori e i diritti dei cittadini, anche fuori dai propri confini. Ma si ammazzano dal ridere davanti alla Padania Libera o al Libero Stato di Cataluña! Liberi liberi, ma liberi da che cosa?

Il nuovo Medioevo non é il nostro destino giá scritto, ma é una delle possibili strade su cui potremmo finire se diamo retta ai peggiori tra di noi. E l’unione politica dell’Europa é l’unica alternativa.