Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata
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sabato 26 ottobre 2019

I mafiosi non pentiti devono marcire in galera


Chi sono io per contestare le decisioni della corte costituzionale?

https://www.lastampa.it/cronaca/2019/10/23/news/la-consulta-cancella-l-ergastolo-duro-per-i-mafiosi-1.37779946

Non un avvocato, o un giudice, non un esperto di diritto. Sono un cittadino italiano che aveva vent’anni quando due bombe hanno ucciso i giudici Falcone e Borsellino con tutta la loro scorta.

Cosa Nostra, la mafia imperante fino ad allora, stava cercando di vincere la guerra contro lo stato italiano.

Perché di guerra si tratta. Se vince la mafia, allora vivremo in un paese in cui invece degli articoli della costituzione saranno legge la prepotenza, la prevaricazione, i legami di sangue. La criminalità organizzata vuole sovvertire con le armi il potere dello stato, per garantirsi ricchezza e potere.

I mafiosi all’ergastolo quindi non sono criminali comuni. Il loro reato non si è ancora estinto, lo stanno ancora commettendo, perché la guerra contro la criminalità organizzata non è finita. Loro sono i generali dell’esercito mafioso. Se non sono pentiti, sono ancora in carica. Se loro escono, comunicano con i loro amici e parenti, ricominciano a combattere quella guerra. E non dobbiamo permetterlo.

sabato 9 aprile 2016

Fanculo Riina


 
Io non guardo quasi piú la televisione, se non per qualche occasionale evento sportivo.

giovedì 19 luglio 2012

20 anni fa

20 anni fa pensavo che la giustizia fosse possibile.  Poi quelle due bombe, a distanza di due mesi, cancellarono quella sciocca superstizione, insieme alle vite di molti uomini e donne, tra cui c'erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli unici eroi veri che la Repubblica Italiana abbia mai avuto. Avevo 24 anni, e a quell'età si possono pensare e fare cose perfette. Ma dopo quel giorno fu più difficile. Quanti di noi rinunciarono a credere negli uomini, quel giorno? Ma noi ci andammo a Palermo, e portavamo lenzuoli bianchi, con scritte da sventolare in faccia ai rassegnati, ai finti scafati che poi non erano altro che servi, e un anno dopo, con i ragazzi e soprattutto le donne di Palermo, invademmo la città, a centinaia di migliaia. E i dioscuri della paura, quelli che chiamano onore la vigliaccheria dei prepotenti, loro ghignarono davanti agli amici, ma sapevano che la città non era più loro, che non avevamo più paura, e che tutti quei canti e quelle parole scritte sui lenzuoli, per loro significavano una sola parola. Ergastolo. Scappati da Palermo, braccati in casupole riarse, presi uno per uno, i signori della morte marciscono tutti in prigione per sempre.  Ma non è stata fatta giustizia, solo pulizia. Giustizia sarebbe tornare indietro e fermare le bombe, ma non si può. Non ci sarà giustizia nemmeno quando saranno stanate le carogne nascoste nelle istituzioni, i politici che barattarono la propria sicurezza con la vita degli eroi. Quando saranno in galera anche loro ci sarà solo l'aria un po' più fresca, e la possibilità di ricominciare.