Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata

domenica 3 gennaio 2016

La fine di Facebook

Per un anno e mezzo non ho piu' aggiornato questo blog. In tutto questo tempo ho utilizzato Facebook come mio principale contatto virtuale con l'esterno.
Adesso quell'esperienza e' finita.
Ecco il messaggio con cui ho chiuso la mia esperienza sul Social Network piu' famoso del mondo.

Sono giunto alla conclusione che Facebook come social network é finito.
Lo ho utilizzato per un po’ allo scopo di estendere il gruppo di persone con cui parlo, mi confronto, condivido, anche se poi ho spesso evitato di condividere cose troppo personali (la mia faccia per esempio).
Con il tempo lo strumento si é trasformato. Da luogo di incontro a sfogatoio, in cui tutti postano, nessuno legge. Tutti urlano e nessuno ascolta. Non é lo specchio delle persone, né la loro identitá segreta. E’ lo scarico da cui si evacuano pulsioni, frustrazioni, e tantissime scemenze.
Forse non c’é niente di male. Anzi, forse é un bene che la grande maggioranza degli scontenti si sfoghi qui sopra invece di andare in giro a mitragliare la gente. Ma a me non interessa piú.
Alcuni gruppi a cui ho partecipato come quello chiamato “Sei di Garlasco Se” li ho trovati molto piacevoli e andrebbero salvati al di fuori di Facebook (una bella ricerca filologica sarebbe l’ideale), ma non é abbastanza per sorbirmi tutto il resto.
Buona continuazione, chi mi conosce ha la mia mail, il mio blog, il mio telefono e sa anche dove abito.

 I have come to the conclusion that Facebook is done, as a social network.
I have used it, for a while, to extend the group of people with which I communicate, I discuss, and I share things, despite I have never yielded to share too much of my personal things (my face, for one).
With time, the instrument has changed radically. It was a meeting point, it has become a place where everybody writes, no one reads. Everybody shouts, no one listens. It is not our mirror, or our secret identity. It is our exhaust, where frustration, urges and abundant stupidity are evacuated.
Maybe there’s nothing wrong with this. In fact, it is probably a good thing that the vast majority of discontent are shouting at their PCs instead of going around shooting at people. Maybe. Just I am not interested anymore.
Some groups I joined were very good, like the one about my hometown, which I believe has a philological value that goes beyond Facebook and should be salvaged with a serious study, but that’s not enough to endure all the rest.   
Have a safe journey. Those who know me also know my mail, my blog, my phone, and where I live.

Ho raccolto una parte del materiale testuale che ho scritto su Facebook. Non ho ancora deciso cosa farne.

lunedì 30 giugno 2014

Basta Dio


Per uno come me che cerca di evitare l'informazione per giungere alla conoscenza, le notizie alla radio di stamattina sono state una serie di frustate. 
Ha cominciato Allah: gli estremisti di Isis uccidono sommariamente sciiti e cristiani in Iraq. I pazzi di Boko Haram massacrano cristiani a messa nel nord della Nigeria. Una coppia marito e moglie giustiziati tramite decapitazione dalla famiglia di lei in Pakistan. Il motivo: si erano sposati contro il volere della famiglia.
Poi attacca Dio, quello nostro. In America la corte suprema decreta che le aziende di proprietà familiare, anche se enormi, non sono tenute a rispettare leggi che vadano contro la loro coscienza tranne la tassazione (eheheh). Una legge voluta dai fondamentalisti cristiani. Quello che succede nelle frazioni di Garlasco in nome del decoro religioso lasciamo perdere. Ah e poi sempre in America c'è chi cerca di insegnare stupidaggini a bambini e ragazzi utilizzando la Bibbia come testo di scienze, diffondendo la stessa ignoranza di cui si vantano.
E allora facciamo una moratoria. Un anno senza Dio.
Lasciamo che per un anno le divinità se la smazzino tra di loro in cielo. In un anno troveranno il modo di mettersi d'accordo. Magari si trovano a casa di Manitù, si fanno un giro di calumet, se c'è da bere si presenta anche Odino.
Intanto noi riaggiustiamo un paio di strade bombardate. Ricostruiamo ospedali e scuole. Troviamo una strada verso casa per i milioni di profughi che la guerra degli dei ha sbattuto in strada. Perchè alla fine dobbiamo sempre arrangiarci da soli: per andare sulla luna ci son voluti gli ingegneri, altro che angeli. Per i vaccini ci si son messi i farmacisti. Per le piramidi gli schiavi. Se aspettavamo gli dei neanche il fuoco avremmo, se non ricordo male. E allora che stiano fuori un turno. Intanto noi facciamo le cose serie: basta fratelli, solo cittadini, grazie. Diamoci pure del lei. Prego, si immagini. Niente giustizia. Per favore basta giustizia. Diritti, rispettati, doveri eseguiti. Nient'altro. 
Proviamo, per un anno, a non credere a niente, e a fare solo le cose necessarie. Poi quando tornano gli dei gli si chiede per piacere di non mettere subito in disordine.

mercoledì 12 febbraio 2014

Medioevo e Liberta'!


Il medioevo si chiama così per un motivo preciso.

Si intende che esso si posiziona tra due periodi in cui la civilizzazione umana ha raggiunto un picco, ovvero l’epoca dell’Impero Romano, e l’epoca Moderna, che appunto chiude il Medioevo con il Rinascimento. In mezzo c’é la lunga notte del Medioevo.

Una delle principali caratteristiche del Medioevo é la sua dimensione molto locale. Si sbriciolano le grandi strade romane che hanno collegato l’Impero, sotto l’incuria dei barbari. Bruciano i libri dell’antichitá per scaldare povere famiglie di analfabeti. Spariscono le spezie e le merci esotiche, i mercanti non battono più le piste diventate troppo pericolose. Si ferma lo sviluppo tecnologico. Si vive peggio e si muore prima. I regni sono piccoli e spesso di breve durata,e quelli grandi si estendono sul niente.

In questo isolamento soffocante l’Europa sopravvive per un millennio. Graffiata dai saraceni a Sud, da popolazioni nomadi a Nord, debilitata da epidemie e carestie, ci si mette pure il clima, con una mini-era glaciale medioevale che si porta via un po’ di gente con influenze di vario tipo e raccolti perduti.

Forse non é corretto pretendere troppo dalle similitudini storiche, ma molte cose che vedo succedere in questi anni sembrano preludere a qualcosa di simile al medioevo, prima tra tutte la tendenza all’isolamento.

Il referendum svizzero di questi giorni, che spinge a limitare la libera circolazione delle persone, é solo l’ultimo di tanti casi recenti che mostrano un mondo e un’Europa che si chiudono, e si impoveriscono. Nello stesso periodo abbiamo visto paesi dividersi in certi casi in modo pacifico (Cecoslovacchia) in altri casi violentemente (Yugoslavia). Altri che vorrebbero separarsi (Le Fiandre in Belgio, la Cataluña, adesso la Scozia, e i nostri leghisti) senza un vero motivo se non la volontá di qualche leader politico senza scrupoli di trovare una spinta per raggiungere il potere. E intanto il medio oriente brucia, fuori controllo. Iran e Sauditi finanziano guerre che nemmeno loro possono più controllare, nessuno può, nemmeno l’America che ha iniziato la catastrofe, con la criminale invasione dell’Iraq.

Cui prodest? C’é chi lucra sulla paura, c’é sempre stato. Quando la gente ha paura é più controllabile. Le sue reazioni sono scontate, possono essere pilotate. E se si forniscono capri espiatori facili da vedere, si può fare praticamente ciò che si vuole. L’abbiamo visto tante volte nella storia, eppure non abbiamo imparato, e ancora oggi ci sono persone che ottengono il potere e la ricchezza con questi metodi, spingendo la gente a odiare e ad avere paura di ciò che é nuovo e differente. Oggi, i partiti populisti, di destra e xenofobi, che alzano la testa in molti paesi europei, utilizzano questa tecnica. Il loro solo scopo é il successo elettorale. Non hanno un progetto, se non il perpetuare il proprio potere. C’é chi dice “fanno tutti così!” Non é vero, fanno così solo coloro che sono disposti a tornare al Medioevo pur di essere quelli che comandano. No, non sono tutti così. Non siamo tutti così.

Cui prodest? Perché hanno successo costoro? Perché un’Europa divisa, spezzata e spaventata fa comodo anche ai grandi poteri economici. I soliti. L’industria pesante. Big Pharma. I fondi di investimento. Le corporations. Temono l’Europa Unita, che ne può limitare le mire, li può obbligare a pagare quattro soldi di tasse e a rispettare i lavoratori e i diritti dei cittadini, anche fuori dai propri confini. Ma si ammazzano dal ridere davanti alla Padania Libera o al Libero Stato di Cataluña! Liberi liberi, ma liberi da che cosa?

Il nuovo Medioevo non é il nostro destino giá scritto, ma é una delle possibili strade su cui potremmo finire se diamo retta ai peggiori tra di noi. E l’unione politica dell’Europa é l’unica alternativa.

sabato 4 gennaio 2014

Estinzioni


Traduco (liberamente) un articolo che ho trovato sul web, a proposito di una serie di animali (dieci) che si sono estinti nel 2013 a causa dell’uomo.

Il 2013 ha visto la quasi certa estinzione degli animali che vengono menzionati qui sotto:

Il Leopardo Nebuloso di Formosa (Neofelis nebulosa brachyura), di Taiwan, è ora considerato estinto. Non è stato più avvistato in trent’anni, nonostante una recente e intensa campagna esplorativa durata 13 anni. Noi umani abbiamo fatto più o meno tutto il possibile per estinguerlo: abbiamo distrutto il suo habitat, li abbiamo uccisi per le loro pelli e abbiamo sterminato gli animali di cui si nutrivano. Non hanno avuto alcuna chance.

Lo Scinco Gigante di Capo Verde (Chioninia coctei), avvistato l’ultima volta nel 1912, è stato dichiarato estinto, sebbene l’osso della mascella di una di queste lucertole é stato ritrovato in escrementi di gatto nel 2005. Tuttavia, dato che nel frattempo la popolazione di gatti domestici sulle isole è incrementata considerevolmente, i gatti, aiutati da ratti e cani, hanno quasi certamente eliminato gli ultimi scinchi.

L’Anguilla aculeata dello Sri Lanka (Macrognathus pentophthalmos) é probabilmente estinta. Fino al 1980 era considerata una specie comune, ma è stata probabilmente distrutta da specie non-native di pesci che se le sono mangiate.

Il Chiurlo Eschimese (Numenius borealis) era una volta così diffuso che le dimensioni dei suoi stormi rivaleggiavano con quelle del piccione migratore (Ectopistes migratorius, anch’esso estinto a causa dell’uomo). L’ultimo chiurlo é stato avvistato in Canada nel 1963. Ora il Canada sta per annunciare che é ufficialmente estinto, a 50 anni dall’ultima segnalazione. I Chiurli Eschimesi hanno probabilmente sofferto del declino delle loro prede, le locuste, e per la perdita dell’habitat, ma la causa primaria dell’ estinzione é ritenuta la caccia indiscriminata. Sembra che l’ultimo chiurlo sia stato abbattuto da un cacciatore alle isole Barbados.

Nel 2013 gli scienziati hanno concluso che la Rana Cilena di Darwin (Rhinoderma rufum), presente solo in Cile, é estinta. Parente stretta della Rana di Darwin (Rhinoderma darwinii), era stata riconosciuta come specie a sé stante solo nel 1975. L’ultima volta era stata vista solo 5 anni dopo, nel 1980. E’ interessante che i maschi di ambedue le specie tengano (tenevano nel caso della Rana Cilena) i girini dentro di se, come se fossero incinti (come fa anche il cavalluccio marino). Sulla base di precedenti avvistamenti e esplorazioni intensive effettuate nelle aree in cui abbondavano, un gruppo di ricercatori cileni e inglesi ha stimato che R. rufum é scomparso nel 1982. Lo studio effettuato tuttavia é cauto nel parlare di estinzione, e suggerisce che l’animale possa essere classificato come “in pericolo critico” e solo “probabilmente” estinto. Forse alcune di queste rane sopravvivono ancora da qualche parte.

Il Ciprinodonte chiamato Santa Cruz Pupfish (Cyprinodon arcuatus) dell’ Arizona é stato dichiarato estinto. Questo piccolo pesce era probabilmente presente in poche zone palustri che sono scomparse a seguito di opere di bonifica. L’ultima (forse l’unica?) sorgiva che ospitava questa specie é stata trasformata in uno stagno collegato a un canale molti anni fa. L’habitat alterato fu in seguito invaso dal branzino, un predatore che ha fatto la sua parte, mangiandosi tutti i pupfish che poteva.

Un gambero d’acqua dolce indonesiano (Macrobrachium leptodactylus) osservato una volta nel 1888 e mai più da allora, é stato dichiarato estinto. L’area in cui il gambero era stato scoperto ha subito un imponente sviluppo urbano.

Il pesce Scioto Madtom (Noturus trautmani), un piccolo pesce gatto dell’Ohio, é stato dichiarato estinto. La specie non é stata più avvistata dal 1957. Il degrado del suo habitat é la probabile causa di estinzione. L’interramento progressivo dei corsi d’acqua ha rovinato gli ambienti che il madtom abitava.

Due specie di farfalle della Florida meridionale, chiamate Zestos Skipper (Epargyreus zestos oberon) e Rockland Grass Skipper (Hesperia meskei pinocayo) sono probabilmente estinte. Alterazione e conseguente perdita dell’habitat sono le probabili cause della loro estinzione.

Il Rinoceronte Nero Occidentale (Diceros bicornis longipes) é stato in realtá dichiarato estinto nel 2011, ma se ne é parlato molto nuovamente nel 2013. All’inizio del XX secolo cen’erano circa un milione, distribuiti tra Sudan e Camerun. Nel 2001 ne erano rimasti 2300. E adesso la sottospecie bicornis longipes é scomparsa. Come abbiamo fatto a sterminare questo magnifico animale? Prima é arrivata la caccia sportiva a decimarli. Poi l’agricoltura gli ha sottratto gli habitat. Ma il chiodo nella bara gliel’ha messo...Mao Tze Tung! Il condottiero favoriva la medicina tradizionale cinese, che utilizza la polvere del corno di rinoceronte. Non che lui ci credesse, personalmente, ma intanto un mercato di un miliardo di cinesi ha fatto sì che il 98% dei rimanenti rinoceronti fosse massacrato dai bracconieri. Nel 1997 rimanevano 10 (dieci) Rinoceronti Neri Occidentali, nel nord del Camerun. Ma i governi locali avevano ben altri problemi da risolvere, e i rinoceronti, confinati in un habitat non adatto, sono spariti uno per uno.
(la traduzione finisce qui)

Non vedremo mai più nessuno di questi animali, e non c’é alcun dubbio che noi umani siamo direttamente responsabili per la loro scomparsa. Dispiace per le singole specie, ma ancora di più fa male la certezza che la loro fine é solo la punta dell’iceberg, in cui l’iceberg é la morte dell’intero ecosistema di cui facevano parte.

Il ritmo a cui gli animali si stanno estinguendo é molto superiore a quello normale e si avvicina a quello osservato durante le estinzioni di massa nella storia geologica del pianeta (per esempio l’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa, o l’estinzione permiana che cancellò il 90% delle specie viventi). Non si tratta di catastrofismo ma di crudi calcoli. Abbiamo la capacitá distruttiva di un grande asteroide o di un supervulcano. Avremo la stessa forza nel salvare gli habitat ancora funzionanti?

L’articolo originale in inglese si trova a questo link.

giovedì 21 novembre 2013

Hanno ammazzato Kennedy


Quando hanno ammazzato Kennedy io non ero ancora nato. L’ho saputo dopo, ma non so quando. E’ una di quelle cose che fanno parte della coscienza collettiva, Non l’hai studiato a scuola, non te l’ha detto nessuno, lo sai e basta. Sai che esattamente 50 anni fa, il 22 novembre del 1963, mentre salutava la gente di Dallas dalla sua limousine scoperta, John Fitzgerald Kennedy e’ stato ammazzato a fucilate.

Dato che era giovane, un bell’uomo, dato che parlava di pace e distensione e non trasudava odio come molti invece intorno a lui, aveva un’enorme popolaritá in tutto il mondo. Non così tanto negli USA. Aveva vinto le elezioni su Nixon per pochi voti. Molti nell’America profonda, avrebbero preferito un uomo di più netto profilo. Anticomunista, non troppo disposto verso i neri, propenso a fare guerre.

Perchè l’hanno ammazzato? Niente, è stato uno squilibrato. Uno squilibrato con una mira eccezionale. E quindi è stata una fatalitá, come se fosse morto per un infarto. Eeh, povero ragazzo. Andiamo avanti, dai.

Un cazzo.

Non è andata così.

Adesso, io non voglio tuffarmi nel complottismo. E’ vero, come moltissimi , rimasi molto impressionato dal film JFK di Oliver Stone nel 1991. E inoltre qualche cosa di discordante con la storia del pazzo solitario lo avevo giá visto in un reportage che aveva fatto qualche anno prima Giovanni Minoli, che aveva presentato molti degli elementi del presunto complotto. Poi con il tempo molte di quelle teorie, gli indizi e le provocazioni sono stati smantellati.

Non ho nè i mezzi, nè le competenze nè il tempo di mettermi a ri-ri-verificare testimonianze, esami balistici, e quindi accetto pure il fatto che non sia dimostrato niente se non che Lee Harvey Oswald quel giorno si è piazzato al sesto piano del deposito di libri di Daley Plaza, ha aspettato che l’auto di JFK gli sfilasse sotto, girasse per allontanarsi, e poi gli ha sparato tre colpi in rapidissima successione, ferendolo con il primo e uccidendolo con uno di quelli successivi, che ha spappolato il cranio del Presidente degli Stati Uniti d'America.

Ma se andiamo a vedere che cosa succedeva in America in quegli anni e in quei mesi, scopriamo che questo assassinio capitò proprio a fagiolo. Perchè alcuni fatti sono storici, non c’è bisogno di andare a verificarli ancora. Chi erano i nemici di Kennedy? L’apparato militar/indistriale, che fremeva per fare guerre e JFK non mollava. Affari per miliardi di dollari. La criminalitá organizzata, che aveva perso Cuba (e Kennedy non gliela riconquistava) e aveva il ministro dell’interno alle costole (Robert, fratello di JFK). I servizi segreti di J Edgar Hoover, che lo spiavano e che lui voleva riformare. E tutta la pletora di delinquentelli, poliziotti corrotti, fanatici, mercenari che ruotavano intorno a tutto questo ambiente marcio.

E’ possibile che non ci sia mai stato alcun incontro in cui il destino di Kennedy fu deciso. Ma è anche possibile che non fosse necessario. Che bastasse non fare, non agire (non proteggere), e aspettare, aspettare che il fanatico di turno, magari a suo tempo debitamente addestrato (che in America non mancano), facesse il proprio lavoro. Dopo Oswald ci furono Sheeran Sheeran, James Earl Ray, e perfino quel deficiente di Mark Chapman, pazzi solitari, che uccisero Robert Kennedy, Martin Luther King, e John Lennon. Malcolm X invece non si sa chi è stato. Tutte figure che erano frontalmente contrarie all’America violenta che molti di noi non vogliono più vedere.

L’America deve ancora fare i conti con quella morte. Le parole premonitrici di Dwight Eisnehower avevano messo in guardia contro la forza dell’apparato militare. Oggi è più forte che mai. Finchè lo sará, non ci sará giustizia, nè per Kennedy nè per nessuno.

martedì 29 ottobre 2013

Lou Reed, la morte dell'angelo nero


Sulle bancarelle lungo le strade di Bonn, nel 1988 si trovava di tutto.

Bonn era ancora la capitale della Germania Federale, piccola, ordinata, ma cosmopolita e piena di giovani. Uno di questi, io, girava rovistando tra le centinaia di musicassette, dato che costavano pochissimo. Sperimentavo e scoprivo musica. In ritardo, molto spesso. Anche in questo caso. Comprai a quattro marchi un album dei Creedence Clearwater Revival, vecchio di una quindicina d’anni, e un’altro ancora più vecchio, del 1967, quando ancora non ero nato. Aveva la copertina bianca, con al centro il disegno di una banana matura. In basso a sinistra, il nome della band: The Velvet Underground & Nico. E poi la firma dell’autore della banana, che io credetti fosse anche il titolo dell’album: Andy Warhol.

Fu così che conobbi Lou Reed.

Lou in quell’album parlava soprattutto di droga. A cominciare da Heroin. Ascoltai quella canzone senza suggestioni, sapevo di cosa si trattava, anche se non per esperienza diretta. I did not walk on the wild side. Avevo visto una generazione, al mio paese, quelli che avevano una decina d’anni più di me, spazzata via dall’Ero. Avevo visto gli scoppiati sulle panchine. Riversi, forse vivi, forse no. A tanta gente non importava (l’era lì, che ‘l pareva nisün, disse Iannacci dell’uomo con le scarpe da tennis). Li avevo visti fare l’autostop con i denti rotti, avevo visto le madri piangere ai funerali. Questo per dire che non avevo dubbi su cosa fosse quella roba. Eppure Lou la cantava. Senza remore, come nudo, parlava dell’ago che entra nella vena, della pace vuota che seguiva (and all you girls with your sweet talk, you can all go take a walk) della fine che lo aspettava (be the death of me),e che però non arrivò. Heroin è un capolavoro. Lou poi parlava dello spacciatore, waiting for my man, questa figura che domina e che detta il tempo della vita del tossico (first thing you learn is that you always gotta wait, chiaro e semplice, per me è grande letteratura americana). Come poteva quel mondo essermi così estraneo mentre allo stesso tempo mi abbeveravo a quelle canzoni? La distorsione di The Black Angel Death Song (forse il miglior titolo di sempre di una canzone rock). E poi vennero White Light White Heat, Sweet Jane, sempre la droga, Lou Reed sempre più cattivo, con gli occhiali scuri, non ti guarda, Lou, sei un pezzo di merda per lui.

Poi corsi a sentirmi New York, Transformer, e gli altri suoi grandi successi da solista, sempre uguale a se stesso, libero e solo e duro, come un tavolo di legno sotto il sole. Intanto interi filoni musicali nascevano ispirati dalla breve stagione dei Velvet. Io avevo nove anni quando è esploso il punk rock, il che vuol dire che me lo sono dovuto ascoltare tutto dopo, quando la festa era finita e le radio ci passavano gli Spandau Ballet. Disse Brian Eno che il disco con la banana vendette solo 30mila copie, ma che ogni ragazzo che lo sentì fondò una band musicale, lui compreso. Possibile. The most influential album ever.

Ma io compresi chi era solo quando nel 1992 uscì il disco che lui e l’amico ritrovato John Cale registrarono (Songs For Drella) in ricordo del loro mentore, Andy Warhol.

Nella musica sempre ineffabilmente ostile, le loro parole raccontavano la loro vera storia, una lunga confessione mista a rabbia, rimorsi, e ammirazione per quello che riconoscevano come un genio. Lou Reed, per la prima e ultima volta in vita sua, commuove (Hello Andy I guess I gotta go. I hope someway, somehow, you liked this little show).

Ieri comparavo tra di loro i ritagli elettronici dei giornali online. Le foto di Lou a tutte le etá. Giovane bello e bastardo, poi cupo, scuro come un sicario. Infine un paio di foto molto recenti, con gli occhi piegati un po’ all’esterno, malinconici ma vispi, e le orecchie grandi, da vecchietto. Giá la vedeva arrivare. Da giovane l’aveva presa in giro. Adesso gli presenta il conto, ma Lou aveva giá pagato.

giovedì 26 settembre 2013

Torto o Ragione


Ci sono molte cose su cui ho un’opinione, e spesso, anche se mi informo, mi documento, raggiungo un’idea ragionata e convinta, mi rimane il dubbio. E se avesse ragione quell’altro? Ci dividiamo in destra e sinistra, credenti e non, mutande e boxer, nucleari e eolici, Juventini e sfigatoni.

Scegli una parte, ma devi sempre sapere che di lá c’è qualcuno che ha un intelletto pari al tuo, e che ha trovato ragioni altrettanto valide per stare dall’altra parte della barricata. Possibile che si siano sbagliati tutti? No, quindi il dubbio è sano e va coltivato, tiene il cervello in funzione.

Sempre dubitare.

O quasi.

Quasi.

Ci sono delle cose su cui ormai non esiste più il dubbio. L’abbiamo risolto e la nostra societá si regge sul fatto che alcune certezze siano state raggiunte, e chi le mette in discussione si pone fuori del patto di cittadinanza che abbiamo stretto e che si chiama civilizzazione. Per esempio: La Legge E’ Uguale Per Tutti. Anche se spesso disatteso, questo principio è riconosciuto valido da tutti. Anche da quelli che poi non ci credono e cercano di fare i furbi, pubblicamente sono costretti ad ammettere che, in linea di principio, la legge è uguale per tutti.

Lo stesso vale anche per i diritti civili. Nessuna differenza di etá, razza, sesso, censo,  istruzione, etnia, credo religioso, condizione fisica, orientamento sessuale, giustifica trattamenti diversi, tutti hanno gli stessi diritti. Questa è una cosa su cui si basano tutti i paesi democratici e che fa da discrimine nei confronti di quei paesi che democratici non lo sono.

Per cui, l’attuale discussione martellante sui gay, non esiste.

Chi cerca di impedire che godano degli stessi diritti degli altri, parla col muro. Siete arrivati tardi, è giá scritto nelle leggi fondanti di tutti i paesi civili che chi è gay ha esattamente gli stessi diritti di chi è etero. Si tratta solo di applicare lo spirito delle costituzioni e delle leggi. Fine della storia. Avete torto. Torto marcio, e non si torna indietro. Parliamo pure di qualcosa d’altro.