Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata

domenica 30 ottobre 2011

Nove su settantadue

Un articolo uscito oggi sul sito web del New York Times che potete leggere qui parla del destino dei lavoratori immigrati in Libia, che oggi, dopo la guerra e la distruzione, non hanno più nulla, nemmeno il lavoro sottopagato per cui avevano attraversato il deserto per arrivare alla ricca (ai loro occhi) Libia.
Dato che ognuno di noi è il terrone di un altro, loro erano i terroni di Gheddafi. Il colonnello tra le altre cose aveva fatto un accordo con il governo italiano: in cambio di circa 2 miliardi di dollari che l’Italia gli versava come “risarcimenti di guerra”, egli si impegnava a controllare il flusso di immigranti che dal centro-Africa giungevano verso il ventre molle d’Europa. Perfetto, dato che il regime libico da tempo controllava i flussi, proprio allo scopo di ricattare l’Italia e l’Europa. Si trattava, per lui, semplicemente di incarcerarne qualche migliaio in più, invece di spedirli a forza su barconi malmessi, e mandarli a lastricare di cadaveri il fondo del Mediterraneo.

domenica 19 giugno 2011

L'Italia ripudia la guerra?

Art. 11 della Costituzione Repubblicana:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

A un certo punto dovremo metterci d'accordo su cosa vuole dire questo articolo della Costituzione.

Non conosco molte persone che si definirebbero "guerrafondaie" o che cantano le lodi della guerra. Molti amici invece si dichiarano pacifisti, contrari a ogni forma di violenza. Io stesso, all'atto di rifiutare il servizio militare, mi dichiarai non-violento e dissi che ritenevo l'esistenza stessa degli eserciti come la principale minaccia alla pace universale.
Ho cambiato idea? Non lo so. Di sicuro é cambiato il mondo.

domenica 5 giugno 2011

Donne al volante secondo l'Islam

Ho trovato questo articolo sul giornale The Arab News, quotidiano di lingua inglese diffuso in Arabia Saudita.
Parla del diritto delle donne di guidare l'auto, oggi negato in quel paese per certi versi medioevale.

Lo ho tradotto e lo riporto perché esprime un punto di vista che ci é del tutto sconosciuto. Il concetto di libertà e del diritto della donna espresso da un fervente credente musulmano.
Infatti, l'autore dell'articolo non é un rivoluzionario bandito dal regime. E' il direttore dell'International Medical Center di Jedda, in Arabia Saudita. Fa parte dell'establishment. Scrive per l'establishment, il giornale Arab News é per l'elite che sa l'inglese e per gli stranieri che frequentano i grandi alberghi e gli uffici della Saudi Aramco, la compagnia petrolifera piú grande del mondo.
L'autore inoltre discute spesso animatamente con la comunità ebraica americana, che qualche anno fa lo accusó di antisemitismo per certe sue dichiarazioni.
Riporto dunque le parti salienti del suo articolo:

mercoledì 11 maggio 2011

Responsabili...di tradimento

Ci sono oggi nel parlamento italiano 7 deputati che hanno tradito la fiducia dei loro elettori.
Non c’è nessuna possibilitá che questi sette siano persone oneste. Non possiamo dimostrare che siano stati corrotti, ma la loro malafede è evidente dal loro comportamento al di lá di ogni ragionevole dubbio.
Questi sette hanno nomi e cognomi: Massimo Calearo, Bruno Cesario, Antonio Razzi, Domenico Scilipoti, Riccardo Villari, Aurelio Salvatore Misiti, Marco Beltrandi.

venerdì 22 aprile 2011

Una piccola cosa pulita

Questa sera uscirò di casa e, insieme agli altri del circolo del Partito Democratico di Garlasco, andremo ad attaccare i manifesti elettorali negli spazi che ci sono stati assegnati per le elezioni comunali.
Il partito sostiene una lista civica composta, oltre che da diversi tra i nostri del PD, anche da persone legate all’area cattolica, a quella ambientalista, e altre indipendenti da precisa collocazione politica.
Il nostro sindaco uscente, Enzo Spialtini, non si poteva più candidare, dopo due mandati, e ci siamo trovati a doverne trovare un’altro e a dover fare a meno della sua grande popolaritá. Abbiamo parlato con chi era disponibile, a partire dagli attuali assessori, e dopo una serie di riunioni e qualche sondaggio informale presso la cittadinanza, ci siamo trovati con un candidato sindaco. Si tratta di una persona che giá da tempo amministra la cittá, da sempre impegnato in politica, a sinistra, generalmente ben voluto e noto come persona capace. Si chiama Santino Marchiselli.

domenica 20 marzo 2011

Non per paura

25 anni fa l’Italia, attraverso la voce diretta della sua cittadinanza, decise di fare a meno dell’energia nucleare, all’indomani del disastro di Chernobyl.
Non si trattò di una decisione basata su argomenti tecnici, economici o scientifici. Fu una dichiarazione che diceva. Noi non vogliamo avere paura. Ci sono tanti modi per produrre energia, più o meno efficienti, più o meno inquinanti, più o meno economici. Gl iitaliani decisero che questo particolare metodo non andava bene. Perchè presentava una possibilitá, per quanto remota, che si aprisse davanti a loro il baratro dell’apocalisse.
In quel momento in Italia erano attive 3 centrali nucleari, che producevano il 3-5% circa del fabbisogno energetico nazionale. La loro chiusura non causo’ problemi energetici, evidentemente, ma chiuse una strada. Ci sono settori dell’industria e della tecnologia, tra cui la meccanica di precisione, il cui l’Italia era leader e che subirono un colpo molto forte.
Fu una decisione giusta? Fu giusta nel modo in cui lo possono essere le decisioni prese a maggioranza con un si o con un no. Fu certamente legittima.
Oggi, mentre in Giappone l’incubo nucleare ritorna, ci viene chiesto nuovamente se vogliamo o no impianti nucleari sul suolo italiano. E noi italiani dovremo rispondere, a giugno credo, con un altro referendum.
Ci sono delle ragioni per essere a favore dell’uso, in Italia, dell’energia nucleare? A mio parere ce n’è una sola che sia valida: i reattori nucleari possono produrre energia a una grande scala, difficile (ma non impossibile) da raggiungere con le energie rinnovabili.
Le ragioni per cui io sono contrario, oggi, sono altrettanto tecniche e economiche:
Quelle tecniche sono semplici: le scorie radioattive. Ammettendo che, durante il loro funzionamento, le centrali nucleari producono energia pulita (che e’ vero). Ammettendo che in Italia esiste certamente la capacitá di costruire e fare funzionare centrali moderne in modo eccellente (su cui non ho alcun dubbio), resta il problema che ancora oggi abbiamo in giro le scorie delle centrali che hanno funzionato dagli anni ’50 agli anni ’80. E che in tutto il mondo non esiste, a oggi, un sistema o un sito di stoccaggio permanente delle scorie.
Quelle economiche sono altrettanto facili: Iniziare un programma nucleare oggi comporterebbe investimenti di 5-15 miliardi di Euro, per ottenere dei risultati tra 15 anni. Possiamo permetterci un investimento di questo tipo? Io credo di no.
Nello stesso intervallo di tempo e a costi simili, in realtá molto inferiori, dato che i privati fino ad oggi hanno sostenuto il grosso degli investimenti, si può produrre quell’energia con centrali eoliche, solari e geotermiche. Io ritengo che con una spesa di circa 4 miliardi di Euro si possa coprire il 5% del fabbisogno nazionale con l’energia eolica. Idem per il fotovoltaico. Sommati, siamo al 10%, l’equivalente di 10 centrali nucleari. Il solare termodinamico oggi costa di più, ma promette bene a scale medio-grandi. E queste soluzioni permettono di iniziare a produrre energia pulita nel giro di mesi, non 15 anni.
Le rinnovabili diffuse permettono anche un indotto diffuso e sorgenti di energia differenziate e distribuite per il territorio.
Per questo non abbiamo bisogno dell’opzione nucleare. Non per paura.

domenica 20 febbraio 2011

La Storia Sono Loro

Mentre da noi si discute del Festival di Sanremo o delle schifezze del nostro premier, sull’altra sponda del mediterraneo sta succedendo la storia.
Io non so come andrá a finire questa protesta. Ma due tiranni “light” sono giá stati rovesciati, e mentre anche in Marocco il re autocrate è messo in discussione, e in Algeria trema lo scranno del potente Bouteflika, la Libia è in fiamme.
Gheddafi però non è come Ben Ali e Moubarak, dittatori più o meno “moderati”, che hanno rubato tanto, ucciso poco, e tenuto a bada l’islam radicale. Gheddafi è uno spietato assassino.
Chi sta rientrando dalla Libia parla di persone disarmate uccise in strada da mercenari stranieri, africani e coreani. Aerei delle linee aeree libiche che atterrano vomitando migliaia di mercenari, che vanno a fare il lavoro che l’esercito si rifiuta di fare.
A Tripoli la polizia di Gheddafi e i mercenari stanno andando casa per casa con i loro SUV, a cercare gli oppositori e li ammazzano sul posto davanti ai familiari.
Nelle altre cittá la polizia e l’esercito si sollevano insieme alla popolazione. Potrebbe essere la fine del satrapo.
La generazione internet del nordafrica sta facendo diventare reale la loro rivoluzione virtuale. Loro sono giovani e poveri, e si rivoltano contro regimi non democratici. Noi siamo vecchi e ricchi, e guardiamo la nostra democrazia scivolare nelle mani di un brigante e dei suoi servi.