Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata

venerdì 18 gennaio 2013

Un altro Armstrong

Detestavo l'Armstrong tronfio che si nascondeva tutto l'anno e poi si presentava bello fresco al Tour, con un librone alto cosi' che giustificava tutti i farmaci anti-cancro che prendeva, e vinceva a mani basse. Perche' non mi sembrava un campione vero uno che non fa mai ne' il giro ne la vuelta ne' le classiche. Adesso, vedendolo sbugiardato, nel suo momento piu' basso, non riesco piu' a trovarlo cosi' detestabile. Mi dispiace per lui e per uno sport che vive di drammi e di inganni. sangue e merda. Preferisco pensare al giovane promettente, non ancora vincitore del tour, che vinceva la sua prima tappa e sul traguardo puntava lo sguardo e il dito al cielo a salutare Fabio Casartelli, morto il giorno prima cadendo in discesa. Preferisco a pensare a quel ciclismo li'.

domenica 13 gennaio 2013

La battaglia sbagliata contro le trivelle


Sarebbe importante avere idee chiare dal punto di vista tecnico riguardo alle conseguenze delle trivellazioni per olio e gas.

Offro qui un paio di riflessioni che spero contribuiscano in tal senso.

Premetto che io per lavoro faccio il geologo nell’esplorazione petrolifera. Lavoro con un’azienda di Milano che svolge questo tipo di servizi per compagnie petrolifere grandi e piccole, tra cui naturalmente anche l’ENI.

Premetto anche che non ho interesse personale diretto a che si facciano o non si facciano pozzi per idrocarburi in Italia: l’azienda per cui lavoro deriva quasi tutto il suo fatturato da trivellazioni effettuate all’estero.

Riguardo al temuto inquinamento o incorretto uso del suolo, vorrei sottolineare che i danni causati da questo tipo di attività sono limitati e temporanei: il piazzale su cui si svolge la trivellazione è un quadrato di circa 100 m x 100 m. Può essere un po’ più grande, ma questo è l’ordine di grandezza. È recintato. Ci sono decine di sensori elettronici che controllano la dispersione di fluidi o di gas. I sensori sono monitorati 24 ore al giorno , 7 giorni su 7.

Il lavoro di trivellazione puo’ durare, a seconda della profondità del pozzo, da 2-3 mesi fino a un paio d’anni. Poi quando il pozzo è stato trivellato, si installa una valvola in testa al pozzo. Si tratta di una serie di tubi e flange d’acciaio che sporge dal piano campagna di 1-2 metri. La valvola viene circondata da un muretto di cemento e da un reticolato, ampio pochi metri, per sicurezza. Il resto del piazzale viene restituito all’agricoltura.

Durante le operazioni c’è un viavai di camion naturalmente, che trasportano materiali e aste metalliche e si occupano di smaltire i fanghi che vengoino estratti. Anche questo disturbo è temporaneo.

Riguardo all’opportunità di estrarre gas e olio dal sottosuolo, siamo tutti d’accordo che le fonti rinnovabili di energia sono molto migliori perchè non bruciano nulla e quindi non liberano nè CO2 nè ossidi di azoto e particolato. Tuttavia dobbiamo affrontare il fatto che al momento le fonti energetiche alternative non possono rimpiazzare in toto quelle fossili. Io sono ottimista e credo che succederà, ma non tanto presto. Per cui per adesso olio e gas ci servono ancora, che ci piaccia o no.

Aggiungo inoltre che il gas naturale inquina certamente molto meno di molte pseudo-rinnovabili come l’olio di palma, il cippato e qualsiasi altro processo di combustione, dato che il metano, quando brucia, libera CO2 e acqua. Qualsiasi altra cosa che brucia, libera molte più porcherie, oltre alla CO2. In più ha un’alta resa energetica e costa poco.

Abbiamo due strade: o importiamo tutti gli idrocarburi che ci servono, o ne estraiamo una parte dal nostro sottosuolo. Questa seconda opzione secondo me ha una serie di vantaggi: ci rende meno dipendenti da paesi non-democratici per il nostro fabbisogno energetico. Crea un indotto in termini di lavoro e di alta tecnologia. Rende l’energia meno cara. Inoltre per esperienza personale devo dire che la sicurezza sul lavoro in questo ambiente, in Italia, è di alta qualità, rispetto a tutte le altre attività industriali e agricole sul territorio.

Dobbiamo stare molto attenti, nelle nostre battaglie, a prendere la mira correttamente. Chiediamo al nostro governo di sostenere attivamente le rinnovabili, ma non ammazziamo l’economia con paure e superstizioni che non hanno fondamento tecnico-scientifico.
 

mercoledì 2 gennaio 2013

E’ bello sentirsi inferiori: ode a Albert Hirschmann

Di solito, guardando alle figure che nel bene ma soprattutto nel male stanno segnando il nostro tempo, abbiamo il problema contrario: ci chiediamo come sia possibile che persone tanto mediocri come quelle che popolano l’odierna cronaca politica nazionale e internazionale possano davvero essere i nostri rappresentanti e i nostri leader.

C’era chi diceva che George W Bush avesse appeal presso l’americano medio perchè la sua intelligenza limitata lo faceva sentire come “uno del popolo” anche se era miliardario e filibustiere. Ciò offende l’americano medio, che non può certamente essere considerato tanto stupido.
Noi abbiamo il nostro sottobosco parlamentare fatto di fanghiglia truffaldina al soldo del peggiore, che, nel migliore dei casi, ha venduto il culo per un posto al sole (le varie Berlusconettes per fortuna ormai destinate all’oblio), nel peggiore, l’anima.

Oggi invece festeggio un uomo che, forse non così noto, è stato un protagonista del secolo XX. Albert O. Hirschmann, tedesco, morto ieri a 96 anni. Ecco alcune informazioni su di lui.
Albert ne ha fatte di tutti i colori nel secolo XX. Vediamo un po’: negli anni ’30, ventenne, è andato in Spagna a combattere contro i fascisti che avevano rovesciato il governo democraticamente eletto. Poi si è unito all’esercito francese per combattere i Nazisti (lui era tedesco). Mentre era al fronte, tra una pallottola e l’altra, ha preparato il suo dottorato di ricerca in economia.

Poi, dopo che i Nazisti avevano conquistato la Francia, è passato tra le fila della resistenza: il suo lavoro era di far scappare in Spagna ebrei e antinazisti in fuga dalla Francia. Ha fatto scappare oltre i Pirenei circa 2000 persone. Tra queste ci sono il pittore russo-francese-ebreo Marc Chagall, il pittore e scacchista Marcel Duchamp, e la filosofa tedesca ebrea Hannah Arendt. Attenzione, noi ignoranti ne sappiamo poco, ma la Arendt è una delle più grandi menti del XX secolo, ho provato a leggere qualche suo libello sulla condizione umana ma il mio cervello si è arreso, umiliato. Calcisticamente parlando, è come se Platini si fosse unito alla resistenza e avesse fatto scappare Van Basten.
Comunque Hirschmann non è soddisfatto. Scappa in America. Appena arrivato, si arruola nel servizio segreto e viene mandato in Nordafrica e in Italia. Dà una mano a processare i criminali nazisti, poi torna al suo primo amore, l’economia, e lavora al Piano Marshall, l’istituzione economica che ha salvato l’Europa allo stremo alla fine della guerra e gettato le basi per l’Europa Unita (tra parentesi la sorella di Hirschmann, Ursula, ha sposato uno dei padri dell’unificazione Europea, Altiero Spinelli, altra figura di supereroe del secolo breve...).

Hirschmann era un economista ottimista, e pensava che i cicli di crisi alla fine si superano e il progresso continua. Lo ha pensato e scritto fino all’ultimo, quest’uomo straordinario. Speriamo che avesse ragione.
Hirschmann, per colazione, di solito mangia Chuck Norris.

A parte l’ultimo rigo, tutte le altre cose che ho scritto su Hirschmann sono vere, potete controllare. Addio Albert, e grazie.

martedì 23 ottobre 2012

Maledetto Croce

Il principale filosofo italiano del XX secolo, che ha influenzato profondamente la nostra cultura, pensava che matematica e scienza non fossero vere forme di conoscenza, in quanto adatte solo agli «ingegni minuti» degli scienziati e dei tecnici, contrapponendovi le «menti universali», vale a dire quelle dei filosofi idealisti, come Croce medesimo (da wiki).
Tra gli "ingegni minuti" di Croce immagino vadano annoverati Leonardo, Brunelleschi, Galileo, Fermi, Natta e qualche altro geometrucolo mezzemaniche da strapazzo come loro.
Questa sciagurata presa di posizione di Croce ha fatto pensare a molti umanisti di potersela cavare senza saper fare i conti bene. Per questo in Italia si tagliano i fondi alla ricerca appena possibile. Per questo la superstizione si fa largo anche tra i giudici, e si condannano scienziati per non aver previsto il terremoto, invece di punire chi ha costruito male in zone ad alto rischio sismico. Abbiamo una classe politica ignorantissima, che però sa tradurre il greco antico perchè ha fatto il classico. Poi vanno a dire che in Italia c'è più CO2 che negli altri paesi per colpa di Berlusconi (Pecoraro Scanio), che c'è un tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso (Gelmini), oppure che brop pruut proz fanculo (Borghezio).
I nostri decision-makers non hanno idea di come funziona il mondo che li circonda, e spesso non gli interessa nemmeno. Ma non hanno nemmeno l'intelletto di Croce, o il suo rigore morale.
Ecco su questo sono sicuro, che se invece della spocchia crociana applicassimo alle nostre decisioni il metodo scientifico, faremmo molte meno cazzate, prima fra tutte eleggere gente così.

sabato 13 ottobre 2012

Europa


E' una bella cosa che l'Unione Europea riceva proprio in un momento di difficoltà il Premio Nobel per la Pace.

E' importante perchè permette di vedere le cose nella corretta prospettiva.

Spesso alcune forze politiche, ma soprattutto i governanti in cerca di capri espiatori per i loro fallimenti, cercano di indirizzare rabbia, frustrazione e ostilità verso l'Europa Unita. Burocratica, lontana dai cittadini, non democratica.

Sono tutte balle al servizio di nazionalisti ideologici e furbetti.

L’Europa Unita è l’unico luogo al mondo che negli ultimi 67 anni, ovvero dalla fine della II Guerra Mondiale, non abbia più conosciuto guerre, fame, tirannie.
Fino al giorno prima ci si era scannati per mille anni. Oggi una guerra tra due stati europei confinanti è semplicemente impossibile.

L’Europa Unita è anche il luogo più avanzato al mondo in termini di democrazia, benessere di mezzo miliardo di persone, infrastrutture, istruzione, sanità, diritti, ricchezza diffusa, cultura. Con tutti i suoi difetti, è sempre meglio di qualsiasi altro posto al mondo.
Il livello di libertà civili di cui godono i suoi cittadini non ha paragoni. Da trent'anni i cittadini della parte occidentale del continente possono circolare liberamente tra un paese e l'altro senza passaporto e, all'interno dell'area Schengen, da qualche anno, senza alcun documento; si attraversano confini come passare dal soggiorno alla cucina.

Un paese di dimensioni continentali in cui l'individuo è libero e il potere è controllato. Stiamo parlando della vetta assoluta della civilizzazione umana. Certo ci sono la crisi economica, i diritti che si piegano ai bilanci statali in crisi (non lo sarebbero se fossero i bilanci d'Europa), la crescita che non c'è (ma quanto si puo' crescere su un pianeta finito? non all'infinito). Ma sempre del meglio espresso dal genere homo fino ad oggi si tratta.

Il passo che manca è quello di avere una vera Federazione Europea, con trasferimento di una parte di sovranità dagli stati nazionali a quello Europeo. Molti sono allergici a questo passo, in primis gli Inglesi, per cultura, ma anche i politici al governo dei vari paesi, dato che nessuno ama cedere il proprio potere. Ma cederanno.

giovedì 19 luglio 2012

20 anni fa

20 anni fa pensavo che la giustizia fosse possibile.  Poi quelle due bombe, a distanza di due mesi, cancellarono quella sciocca superstizione, insieme alle vite di molti uomini e donne, tra cui c'erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli unici eroi veri che la Repubblica Italiana abbia mai avuto. Avevo 24 anni, e a quell'età si possono pensare e fare cose perfette. Ma dopo quel giorno fu più difficile. Quanti di noi rinunciarono a credere negli uomini, quel giorno? Ma noi ci andammo a Palermo, e portavamo lenzuoli bianchi, con scritte da sventolare in faccia ai rassegnati, ai finti scafati che poi non erano altro che servi, e un anno dopo, con i ragazzi e soprattutto le donne di Palermo, invademmo la città, a centinaia di migliaia. E i dioscuri della paura, quelli che chiamano onore la vigliaccheria dei prepotenti, loro ghignarono davanti agli amici, ma sapevano che la città non era più loro, che non avevamo più paura, e che tutti quei canti e quelle parole scritte sui lenzuoli, per loro significavano una sola parola. Ergastolo. Scappati da Palermo, braccati in casupole riarse, presi uno per uno, i signori della morte marciscono tutti in prigione per sempre.  Ma non è stata fatta giustizia, solo pulizia. Giustizia sarebbe tornare indietro e fermare le bombe, ma non si può. Non ci sarà giustizia nemmeno quando saranno stanate le carogne nascoste nelle istituzioni, i politici che barattarono la propria sicurezza con la vita degli eroi. Quando saranno in galera anche loro ci sarà solo l'aria un po' più fresca, e la possibilità di ricominciare.

sabato 9 giugno 2012

einstürzende neubauten

Nuovi edifici che crollano. Era il nome di una band sperimental-rumoristica degli anni '80. Loro si riferivano alla bruttezza dei palazzi post-1945, che in Germania avevano rimpiazzato quelli storici, spianati dai bombardamenti. Anche l'Italia é impestata di orrende bifamiliari degli anni '50 e di edilizia residenziale popolare senza valore. Ma oggi gli edifici che crollano sono i capannoni moderni dentro cui l'Italia che produce e funziona vorrebbe lavorare, costruire, guadagnare e vincere. Invece ci si muore dentro, alla prima scossa di terremoto. E chi l'avrebbe mai detto che ci fosse un rischio sismico. Dall'estero ci guardano preoccupati e pensano che siamo pazzi a lasciare che negligenza e inerzia soffochino l'enorme potenziale di talento che abbiamo.