Uso questo blog per pensare. Lo uso per arrabbiarmi per le cose non giuste. Lo uso per condividere il mio pensiero con chi voglia farlo. Non ho altro che abbia senso mettere in comune. Gionata

mercoledì 22 marzo 2017

Scie Chimiche in Senato – aprite le finestre del cervello*!


E’ di questi giorni la notizia che presso il Senato (in una sala di pertinenza del Senato a due passi da Palazzo Madama) si è tenuto una specie di convegno su una cosa che si chiama “geoengineering” e che in realtà trattava di un argomento ormai piuttosto noto: le scie chimiche.

Molti ne avranno sentito parlare, dato che in Italia le cazzate hanno diffusione migliaia di volte più veloce e capillare della scienza. Comunque, nel caso non fosse chiaro a tutti, spieghiamo molto rapidamente che:

-          La teoria secondo cui le scie di condensazione visibili nell'atmosfera terrestre create dagli aerei non siano formate da vapore acqueo ma composte da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli, per varie finalità è come la Corazzata Potèmkin: una cagata pazzesca.

-          Senza entrare nel dettaglio di cosa siano queste scie (andate su Wikipedia, fate un piccolo sforzo), restiamo nel campo della logica. Chi decide di inondarci di scie chimiche? Quale governo? O quali governi? E come fanno a mettersi d’accordo, che in Europa non riescono neanche a decidere dove mettere il parlamento (e infatti ne abbiamo due)?

-          Esiste un ordine mondiale segreto? E di quanta gente è composto, per controllare le emissioni degli aerei? E di tutti questi, mai una talpa o un pentito?

Delle stupidaggini che si sentono in giro questa è una delle più grottesche, a livello di quelli che dicono che lo sbarco sulla luna era un fake, più o meno. Naturalmente un sacco di webbmasters ormai diventati bufalovori ci va a nozze e linka e lika, e condivide come quel personaggio di Crozza. Credere a tutto, basta che non sia scienza, che è difficile e fa venire il mal di testa.

Sorprende che una cosa del genere trovi spazio in una sede istituzionale, ma invece è possibile dato che i gruppi parlamentari possono usare questa sala per i loro convegni. E quale gruppo parlamentare organizza un convegno così?

Il gruppo Grandi Autonomie e Libertà (GAL).

Eh?

Il gruppo Grandi Autonomie e Libertà (GAL).

Si, lo so. Nessuno ha votato per questo partito. Si è formato in Parlamento a causa dell’ormai diffusissima transumanza parlamentare. Senatori e deputati eletti con i listoni bloccati che poi litigano con i loro benefattori (i segretari dei partiti che decidono chi va in parlamento con l’attuale legge elettorale) e, per mantenere prerogative, leva politica e finanziamenti, fondano gruppi fantasiosi.

In questo caso il promotore e membro di GAL è un tale Bartolomeo Pepe, ex Cinque Stelle.

Come sia arrivato in parlamento uno che crede alle scie chimiche non è un mistero: attraverso la selezione via web praticata dal Movimento 5 Stelle. I candidati rispondevano alle domande del web, i più bravi passavano. Spero che Pepe non abbia ricevuto domande sulle scie chimiche durante la sua audizione, perché se ‘sta cosa è venuta fuori e lo hanno candidato lo stesso c’è da denunciarli per sabotaggio delle istituzioni democratiche.

Studiate che è meglio.

PS

http://www.huffingtonpost.it/2017/03/10/scie-chimiche-al-senato_n_15281856.html questo è il link all’articolo dell’Huffington Post da cui ho appreso la notizia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_sulle_scie_chimiche questo è il link a Wikipedia che spiega in dettaglio cosa sono ‘ste scie.

*il riferimento nel titolo è alla canzone di Franco Battiato New Frontiers, del 1981, in cui a un certo punto il coro canta “le pareti del cervello non hanno più finestre”. Mi è sembrata una buona descrizione dell’attuale stato di ottundimento culturale in cui ci troviamo in cui molti ascoltano e credono solo a chi conferma le loro superstizioni e i loro preconcetti, ignorando coscientemente l’inattendibilità delle fonti.

sabato 14 gennaio 2017

Ode alla Panda


 

A un certo punto degli anni ’70 l’opinione pubblica mondiale fu colpita dalla notizia che il panda gigante era sull’orlo dell’estinzione. Fino ad allora le tematiche ambientali erano per lo più ignorate, per quanto dal 1961 esistesse già il WWF, che da subito ebbe il panda come simbolo.

Certo, se prossimo all’estinzione fosse stato il ragno aculeato della morte rossa o il lombrico peloso del diavolo forse non avrebbero raccolto tanta simpatia. Ma il fatto che un grande animale dall’aspetto così mansueto stesse per scomparire a causa dell’azione dell’uomo contribuì a formare una coscienza ambientale.

Sull’onda di questo successo mediatico, nel 1978 la FIAT decise di chiamare così la sua nuova utilitaria, legandola all’idea di ambiente e di sostenibilità.

Sono passati oltre trent’anni, e chi di noi passa abbastanza tempo in giro per le strade sicuramente incontra tutti i giorni qualche vecchia Panda dei primi anni ’80. Sono ancora in giro, perchè non si rompono.

La loro perdurante presenza secondo me è quello che veramente giustifica il nome di questa macchina e veramente le rende giustizia come paladina dell’ambiente.

Se una macchina dura molto, non ne compri una nuova. Questo è il primo fondamentale concetto relativo alla protezione dell’ambiente. La nostra società si basa sulla produzione continua di beni che vanno consumati per poterne produrre altri. E’ esattamente così che si distrugge un pianeta. Ma la Panda si oppone! Viene prodotta e comincia a andare in giro e prova a fermarla. “Scusi, signora Panda, ci sarebbe da rottamar...” “ma vai tu a farti rottamare!” ride il pandino e se la sgasa in giro che è un piacere.

Adesso, ci siamo stati tutti sul pandino, abbiamo sofferto molto per spuntoni del sedile che uscivano per motivi misteriosi, abbiamo patito il caldo e il freddo, ci hanno sorpassato quasi tutti, e l’accoppiamento era praticamente impossibile. Ma d’altra parte se non vuoi rompere le scatole al pianeta devi fare una macchina che sia, come dire, poca.

C’ha il motore a scoppio, emette scarichi di idrocarburi. Si, ma poco. Il mio amico ricco ha una Lexus SUV ibrida, ah che belle le lucine che mostrano il K.E.R.S. e il motore elettrico, certo: solo la batteria pesa come un pandino, poi smaltiscila tu quando hai finito di usarla.

Le portiere della Panda fanno “spang” invece che “clunk”. Eh certo, c’è meno roba, meno profili di plastica. Non c’è l’aria condizionata (ma dai?). Vuole dire che non emettiamo gas velenosi.

L’impatto della Panda sul pianeta è stato lieve, ci ha spostato decorosamente in giro per l’Italia per tanti anni e continua a farlo, ma educatamente, chiedendo scusa alle siepi per lo scarico di cui sebbene modestamente le inonda. Dal punto di vista della natura, ambientalismo è non rompere i coglioni.

Andare piano, con poco, lasciando spazio agli altri e sopportando quello che c’è intorno a noi, meteo compreso. La Panda ci ha insegnato a stare al mondo.

domenica 1 gennaio 2017

Terra, 2017


 
Questa immagine della Terra viene dalla International Space Station (ISS), che orbita costantemente intorno al pianeta, abitata da astronauti e scienziati.

La sua bellezza sta in quello che si vede, il nostro cielo visto da sopra, ma anche in quello che non si vede.

Come gli stessi astronauti anni fa avevano detto subito, non si vedono i confini, le barriere a cui oggi molti tengono per separarsi dagli altri. Oggi, primo gennaio 2017, non si vedono il fumo delle bombe, le file di profughi, o le facce dei politicanti che predicano l’odio.

Non si vedono l’inquinamento atmosferico, nè il riscaldamento globale e i disastri naturali che esso comporta, anche se oggi i principali paesi al mondo sono guidati da leaders, in teoria democraticamente eletti, che negano questa realtà o semplicemente se ne fregano, pressati da interessi di parte.

Non si vede il pericoloso impoverimento della gente anche nel ricco nord-ovest del mondo, a vantaggio di pochissimi, nè la sparizione del lavoro.

Quello che si vede, in effetti, è bellezza pura.

Per chi ama la scienza, questa bellezza è ulteriormente aumentata dal fatto che l’immagine sia stata catturata da un miracolo del tutto umano: la ISS, che orbita sulle nostre teste da oltre 15 anni, frutto di un progetto che ha coinvolto tutti i grandi paesi al mondo. E se qualcuno obiettasse sull’utilità pratica di questo grande simbolo di civiltà, ricordiamoci che la scienza di solito i problemi li risolve, mentre la politica spesso li crea. E che proprio ora sulla ISS si svolgono esperimenti per capire come combattere l’indebolimento delle ossa in un mondo che invecchia, per sviluppare nuovi farmaci più efficaci e per migliorare il processo di combustione e renderlo più pulito.

Oltre che per catturare le particelle di alta energia liberate dallo scontro dei raggi cosmici con l’alta atmosfera, che è una figata.

venerdì 9 dicembre 2016

Silenzio


In tutto il periodo in cui in Italia ci accapigliavamo per la campagna referendaria questo blog è rimasto silente.

E’ stata una scelta dettata dal fatto che lo scrivente era impegnato appunto nell’agone politico e non ha voluto utilizzare queste pagine per fare propaganda.

Ho iniziato questo percorso conoscendo per sommi capi la materia costituzionale di cui il referendum si occupava. Progressivamente, mentre le ragioni del Si e del No venivano spiegate, ho cercato di arrivare a una conoscenza più approfondita.

mercoledì 24 agosto 2016

Il terremoto, ancora


I terremoti non si possono prevenire, non si possono prevedere, se non in termini probabilistici e sul lungo termine. Non si possono nemmeno fermare.

Il terremoto di questa notte ha distrutto alcuni borghi nel centro Italia, causando un numero ancora non precisato di vittime (si parla per adesso di una ventina di persone, tra cui alcuni bambini, ma il bilancio sembra destinato a peggiorare).

Oggi si sentono i giornalisti dissertare sulla potenza dei terremoti, paragonandoli tra di loro e considerando “quasi uguale” la potenza di questo rispetto a un altro di grado simile.

venerdì 29 luglio 2016

Il giorno più felice per un geologo



Tre virgola sette milioni di anni fa, in Tanzania, il vulcano Sadiman eruttò.

Non si trattava di un evento raro, e quindi le creature che vivevano in quella zona non si spaventarono più di tanto. Si limitarono a stare sopravento, in modo da non essere investite dalla nevicata di ceneri che accompagnava ogni eruzione.

giovedì 30 giugno 2016

La festa piu' grande


Bisogna saper apprezzare i privilegi che ci vengono donati.

Io, personalmente, non avrei alcun motivo di essere a Reykjavik, Islanda. L’Islanda in quanto luogo remoto ed estremo mi attira, ma non abbastanza da venirci a fare le vacanze con tutta la famiglia. Quindi non sono qui per diporto. Sono qui per lavoro. E anche questo è strano. Io, geologo petrolifero, cosa ci faccio nell’unico paese al mondo che non ha bisogno di petrolio (e non ne ha)?