La Lega Nord è una malattia senile. Ha colpito l'Italia perchè è un paese vecchio.
Un paese pieno di paura, che ha perso ogni speranza per il futuro, ma che ha ancora tanti risparmi, tante rendite di posizione da difendere, è un paese vecchio e astioso, che odia e teme il nuovo e il diverso. La Lega Nord può infettare mortalmente un paese così.
Nell'Italia giovane e forte che si ricostruiva negli anni sessanta e all'inizio dei settanta, chi urlava insulti contro i terroni e i diversi erano solo gli ubriachi nelle osterie. Le persone perbene, se ogni tanto avevano qualche pensiero cattivo nei confronti degli Altri, lo reprimevano: lo si faceva per pudore, per educazione, perchè lo diceva il prete, o il partito, o la mamma. Adesso no. Adesso si lascia andare tutto, non si trattengono le pulsioni, le si lasciano uscire, rumorosamente, come scorregge.
La Lega Nord si fa portavoce di queste scorregge. Di quanto di più basso e maleodorante esca dai cittadini. Il cedere della carne e dello spirito della vecchiaia cupa e delusa.
Certe infezioni prese da giovani non le si sente nemmeno. Da vecchi possono uccidere. L'infezione della Lega è così: pensate a certe figure di quel partito che le sparano grosse prendendosela sempre con i deboli, con gli ultimi: Borghezio, Castelli, Calderoli, con quelle facce rosse gonfie di quell'odio che possono solo i ricchi: nella giovane Italia sarebbero stati seppelliti di risate di scherno. Oggi vengono votati da milioni di vecchi di tutte le età.
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lunedì 13 settembre 2010
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